(Testo e musica di Fabio Concato, protagonisti Silvana, Gae, Tino e Massimo)
Questa mattina di buon’ora… (erano le tre e trenta quando ci siamo alzati) abbiamo preso la navetta che dall’albergo ci ha portato all’areoporto O’Hare di Chicago: e fin qui tutto bene.
Giunti davanti all’ingresso della American Aerlines ci siamo trovati in un girone dantesco: un biblica migrazione di centinaia di persone pronte per imbarcarsi per ogni dove.
Il personale della compagnia, però, astutamente, per evitare alla gran parte della gente di perdere i voli, chiamava a gran voce le destinazioni in partenza immediata e faceva loro sbrigare velocemente le procedure d’imbarco.
Così anche noi siamo saliti al volo (davvero!) alle 6:15 con partenza alle 6:30. Dai finestrini abbiamo visto il carico delle nostre valigie e non finivamo di elogiare l’efficienza degli areoporti americani.
Arrivati a Chicago, però, ecco l’amara verità: nella fretta la hostes ha digitato come destinazione finale del viaggio la città di Washington senza accorgersi che il volo sarebbe stato quello di domani
Disperazione e perdita di tempo e alla fine, abbiamo fatto un breve giro per la città dove Max ha lavorato tanti anni fa, e che davvero merita.
Siamo arrivati in centro per visitare la Sears Tower
dove siamo saliti per avere la visione mozzafiato della città dall’alto,
abbiamo passeggiato per il Magnificent Mile fino alla Water Tower (una delle poche cose risparmiate dallo spaventoso incendio del 1906)
fino al John Hancock Centre, con la sua particolare sezione trapezoidale.
Abbiamo lanciato un’occhiata al lago Michigan ed al Chicago River, illuminati nella sera calda e piacevole.
Ora vedremo cosa succederà domani, quando sapremo la destinazione dei nostri bagagli (compagni di blog, incrociate le dita insieme a noi
)
Non disperiamo, almeno viaggeremo leggeri …. Washington, sei nostra !!!!!





1 Commento
Agosto 18, 2008 alle 11:29 am
Che dire…che sfighisi!!!!!
Vi aspettiamo in Italy…ciao da Foope, i Noopi e Famiglietti il Temerario!